Rassegna Stampa
Filtra
IL MESSAGGERO
Incendio in una raffineria dell’Eni due ore di paura ma nessuna vittima
Incendi ed esplosioni possono avere effetti molto gravi sull’ambiente e di conseguenza anche sulla salute delle persone. Nubi tossiche ma anche polveri cariche di contaminanti che si depositano su terreno e corpi idrici possono causare gravi danni. Le esplosioni e le relative onde d’urto possono inoltre danneggiare gravemente flora, fauna e habitat naturali. Per questo motivo è sempre importante che l’azienda abbia adeguate coperture assicurative per i danni all’ambiente.
ILSALVAGENTE.IT
Inquinamento da nurdle: un disastro sottovalutato
In questo disastro marittimo i più gravi danni all’ambiente non sono al momento imputati alla perdita di idrocarburi e delle sostanze chimiche trasportate ma alla dispersione di granulato plastico che è entrato nella catena alimentare e sta arrecando gravissimi danni a numerose specie e habitat naturali. A differenza di composti chimici che tendono a diluirsi in mare o a depositarsi sul fondo, in questo caso il materiale tende a disperdersi ed è estremamente persistente una volta introdotto nell’ambiente.
L' UFFICIO TECNICO
Procedure di caratterizzazione e bonifica: gli aggiornamenti normativi nel biennio 2020-2021
Un breve e utile riepilogo delle principali novità normative del periodo 2020-21 in tema di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati
GREENME.IT (WEB)
Scoperti piu’ di 80 sostanze inquinanti nel suolo contaminato del SIN Brescia-Caffaro
Le nuove sostanze mappate sono frutto della trasformazione e degradazione di inquinanti come PCB. La situazione nel SIN Brescia-Caffaro è ancora oggi particolarmente grave e urgente e continua ad aggravare la contaminazione e il deterioramento delle risorse naturali.
CORRIEREDELVENETO.COR RIERE.IT (WEB)
«Pfas, e’ il piu’ grande inquinamento acqueo d’Europa» – CorrieredelVeneto.it
Aggiornamento su MITENI e la contaminazione da PFAS che risulta essere la più grave d’Europa per estensione della falda contaminata.
FORTPRESS MAGAZINE
Prassi UNIPdR 1212021, il passo avanti su impresa 4.0 e gestione dell’innovazione
Nei giorni scorsi è stata pubblicata la Prassi UNI/pdR 121:2021 relativa all’impresa 4.0 e la gestione dell’innovazione nelle PMI e nelle reti di Imprese. Un documento necessario per regolamentare, da una parte, e rendere più gestibile, dall’altra, l’ecosistema dell’innovazione che ha subito un’impennata dopo la congiuntura pandemica.
La prassi UNI/pdR 121.2021, analizza con dettaglio il tessuto delle piccole medie imprese italiane,
riconoscendone a livello mondiale la creatività e qualità dei prodotti, fulcro della storia di ogni singola impresa. Ma pone un allarme, un avviso: “l’attuale volatilità, incertezza, complessità, ambiguità dei mercati globalizzati e del paradigma 4.0 impongono un ulteriore salto di qualità, ovvero saper gestire l’innovazione per generare valore per tutti”.
FUTUROMOLISE.COM
PAURA A CAMPOCHIARO, INQUINAMENTO NELLAREA INDUSTRIALE
Ieri sera nella zona industriale di CAMPOCHIARO si è registrato un pericoloso inquinamento atmosferico nelle vicinanze di un’azienda lattiero casearia. Tre operai sono finiti in ospedale per difficoltà respiratorie ma a sentirsi male sono state in tutto una decina di persone. Al momento sono ancora ignote le cause e non si esclude lo sversamento di sostanze tossiche nell’area interessata.
BUONGIORNOSLOVACCHIA. SK (WEB2)
In Europa chi inquina non paga per i danni che provoca
Presentazione degli interessanti risultati di un’analisi europea sui casi di danno all’ambiente e sui costi di ripristino effettivamente sostenuti dai responsabili, che evidenzia la parziale disapplicazione del principio “chi inquina paga” e la necessità di altre soluzioni per una sua migliore e più efficace implementazione
- « Precedente
- 1
- …
- 104
- 105
- 106
- 107
- 108
- …
- 179
- Successivo »
500 milioni stanziati nell’ambito del PNRR per far fronte alla bonifica dei siti “orfani”. Il motivo per cui tali siti risultano “orfani” e la bonifica non viene condotta dal soggetto responsabile è – in molti casi – che questo non aveva i fondi necessari per far fronte alle spese di bonifica/ripristino del sito. Una maggiore diffusione delle Polizze per i Danni Ambientali garantirebbe una migliore applicazione del principio Chi Inquina Paga, agli enti e ai cittadini che l’impresa sarà in grado di far fronte alla bonifica, ripristinare le risorse naturali danneggiate e risarcire i terzi danneggiati. Ultimo effetto collaterale sarebbe un forte risparmio della spesa pubblica che non avrebbe necessità di stanziare ingenti fondi, come in questo caso, per far fronte a interventi di bonifica che dovrebbero restare a carico delle imprese. Da un’analisi condotta dal Pool Ambiente emerge anche come le imprese che si assicurano per i rischi ambientali abbiano una maggiore propensione alla compliance normativa e al rispetto degli obblighi di bonifica e ripristino come previsti dal D.Lgs. 152/2006 Parte Quarta Titolo V e Parte Sesta.